La Supervisione ad Orientamento Motivazionale Home Page
Premessa. La supervisione è uno strumento importante di lavoro per ogni équipe
e pertanto va strutturata in modo da rendersi operativamente fruibile. Ciò implica,
quando ci si riferisce a pazienti che esprimono difficoltà di collaborazione,
di adesione al trattamento proposto, la gestione di problemi di ingaggio terapeutico,
di superamento delle ambivalenze e delle resistenze. Per affrontare queste situazioni,
tipiche di molte cliniche, sono utili strategie multimodali che richiedono un'attenta
formazione e supervisione relazionale e motivazionale.
> Obiettivi.
· Creare un orientamento comune ed una capacità condivisa nell'agire, nel problem solving e nell'analisi dei casi.
· Costruire il profilo motivazionale del paziente e individuare le adeguate
strategie d'intervento.
· Monitorare la gestione degli interventi ed elaborare eventuali correttivi.
> Strumenti.
· Utilizzo di un modello d'intervento multimodale e transteoretico, cioè, capace
di essere applicato in orientamenti metodologici diversi e di tener conto di
tutte le individualità professionali con le proprie risorse operative.
· Analisi dei casi clinici con metodo motivazionale.
> Metodo.
A titolo orientativo si seguiranno i seguenti passi metodologici.
· L'équipe sceglie il caso da analizzare, fornisce le informazioni chiave al
fine di far emergere il quadro complessivo della situazione e di rilevarne il
focus sulle aree problematiche.
· L'operatore di riferimento racconta la situazione attuale facendo emergere
vincoli e linee di sviluppo.
· L'équipe individua le aree problematiche e definisce le priorità d'intervento.
· Per ogni area problematica si costruisce il profilo motivazionale. · Il profilo
motivazionale si articola in tre fattori: · Disponibilità al cambiamento; ·
Frattura interiore;
· Autoefficacia.
· Il modello a tre fattori permette di cogliere lo stadio di cambiamento in
cui s'inserisce il paziente. · Lo stadio di cambiamento fornisce informazioni
sulla qualità del rapporto che il paziente ha attualmente con l'area
problematica e sulle strategie operative più indicate per gestire il caso. ·
Disegnato un primo quadro del paziente, si realizza un role-playing
supervisionato per obiettivo di lavoro, in cui l'operatore di riferimento simula
il paziente in trattamento e gli altri membri dell'équipe entrano nel
ruolo dell' "operatore collettivo". · Insieme si verificano le modalità interattive
del paziente e degli operatori, le applicazioni delle strategie terapeutiche,
gli accostamenti o scostamenti dall'obiettivo definito. · Il supervisore
decide le pause in cui analizzare lo svolgimento del role-playing ed eventuali
correzioni di rotta.
· Al termine, l'équipe si esprime sul lavoro realizzato, si decidono le strategie
terapeutiche per lavorare con quel paziente in quel momento, si scelgono le
sinergie degli interventi e ci si aggiorna alla volta successiva
per la verifica. In questo modo la supervisione permette di integrare le funzioni
di formazione ed aggiornamento con l'elaborazione e l'applicazione
di idonei strumenti operativi verificati in itinere. Per informazioni più approfondite: antoniobimbo@alice.it
Trainer
e Counselor del Colloquio Motivazionale con Certificazione
Internazionale, Direttore didattico Scuola Italiana di Counseling Motivazionale, sede di Ferrara. Membro del Direttivo di CMC/
Italia (Centre for Motivation & Change). Supervisor Counselor (Certificazione A0128).